Presentazione volume “Archivistica militare”

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Per l’interessantissimo argomento riporto pari pari dalla lista di discussione Archivi 23 il seguente comunicato relativo alla presentazione del volume “Archivistica Militare – Temi e problemi”:

Giovedì 27 giugno 2013 ore 15.00

Ex Scuola Speciale Archivisti Bibliotecari – Aula Magna

Viale Regina Margherita n. 295, Roma

Giovedì 27 giugno, alle ore 15, presso l’Aula Magna della ex Scuola Speciale Archivisti Bibliotecari, sarà presentato il volume “Archivistica militare – temi e problemi” edito dalla Commissione Italiana di Storia Militare (2012).
Il volume raccoglie gli atti di un ciclo di incontri organizzati tra il 2009 e il 2010 nell’ambito degli insegnamenti archivistici della Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari […] sul tema degli archivimilitari.

È un primo percorso specialistico sviluppato tra l’università, studiosi e il mondo in uniforme, allo scopo di far conoscere gli archivi facenti capo agli Uffici Storici dello Stato Maggiore della Difesa, dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.

Il programma prevede:

– Saluti del Prorettore, Prof. Antonello Biagini; del Direttore del Dipartimento di Scienze Documentarie, Linguistico-Filologiche e Geografiche, Prof. Paolo Di Giovine; del Coordinatore della Sezione di Scienze del libro e del documento, Prof. Giovanni Solimine; del Prof. Attilio De Luca, già Preside della SSAB

– Saluto del Colonnello Matteo Paesano, Capo Ufficio Storico SMD

– Introduzione, del Prof. Giovanni Paoloni

– Presentazione del volume: Prof.ssa Paola Carucci, Sovrintendente dell’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica; Prof. Donato Tamblé, Soprintendente archivistico per il Lazio

– Saluto finale del Prof. Elio Lodolini

Al termine, previa registrazione, sarà possibile ritirare una copia del volume presentato.

Per motivi organizzativi si prega comunicare l’adesione via e-mail a entrambi i recapiti:

quinto.csstorico@smd.difesa.it e flavio.carbone@uniroma1.it

Crisi siriana: è il momento della verità?

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Syria

Syria di Free Syria, su Flickr

Una serie di elementi mi inducono a ritenere che la crisi siriana sia arrivata al momento della verità e che, in base a quello che accadrà nelle prossime settimane, si potrà già profilare con un elevato margine di precisione (al netto di clamorose intromissioni dall’esterno) quali saranno i vincitori e quali gli sconfitti di questa guerra civile / interconfessionale che si trascina ormai da oltre due anni.
Infatti le manifestazioni di piazza che si stanno verificando in Turchia, soprattutto qualora dovessero indebolire la linea neo-ottomana di Erdogan (e la mezza sconfessione del presidente Gul parrebbe essere un importante segnale in tal senso…), farebbero venir meno il retrovia logistico anti-Assad imperniato sul corridoio Hatay – Idlib proprio in un momento in cui la discesa in campo praticamente “ufficiale” di Hezbollah a fianco dei governativi ha portato alla riconquista del vitale nodo di Qusayr, città attraverso la quale passa la strada che porta in Libano (dove peraltro rischiano di saltare i sempre precari equilibri interni), che viceversa rappresenta l’unico canale diretto di rifornimento per le truppe pro Assad.
Se sul campo l’inerzia sembra ora essere a favore delle truppe governative resta da verificare quale sarà l’atteggiamento degli stati europei (mi piacerebbe tanto poter dire dell’Europa!), della Russia ed ovviamente degli Stati Uniti (Israele il suo l’ha già fatto capire con gli strike aerei di un paio di settimane fa). L’impressione netta che si ricava dalla rimozione dell’embargo alla vendita di armi alla Siria (seppur con la moratoria fino ad agosto) è che l’UE, questa volta come in altre occasioni precedenti, sia priva di una linea definita e che si procederà in ordine sparso, motivo per cui non ci si può aspettare granché. La sensazione è che pure gli Stati Uniti restino assai restii ad impegnarsi in prima persona: l’estrema cautela dimostrata alla notizia del (presunto) utilizzo di armi chimiche è un esempio lampante (in altri tempi ci si è accontentati di casus belli di ben meno spessore!).
Se la Russia dovesse concretizzare il trasferimento di missili SA300 e (forse) di MIG-29 l’intervento diverrebbe ancor meno probabile, tale sarebbe il rischio di rottura dei rapporti diplomatici con Mosca.
Posto che nella conferenza di Ginevra, la quale dovrebbe rappresentare il più alto tentativo di trovare una via d’uscita politico-diplomatica, ripongo scarsa o nulla fiducia (tale è la distanza tra le diverse posizioni), la parola tornerebbe alla lotta sul campo di battaglia.
E qui, alla luce degli sviluppi sopra ricordati, credo che le prospettive siano favorevoli ad Assad: troppo esperti gli uomini di Hezbollah, troppo divisi e privi di coordinamento i ribelli (il flusso di “volontari” dal vicino Iraq potrebbe ben presto interrompersi qualora questo paese dovesse precipitare nuovamente nel caos, ipotesi tutt’altro che remota alla luce della recente ondata di attentati; che sia la longa manus dell’Iran?)!
A meno di un intervento israeliano che però non potrebbe più essere limitato e che proprio per questo motivo probabilmente attiverebbe una reazione a catena tale da scatenare un conflitto generalizzato in Medio Oriente e la riscrittura dell’intera mappa di questa regione. Ma questa è un’altra storia.